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mercoledì 27 gennaio 2010

Il giorno della memoria..per non dimenticare...MAI!!!

Oggi è una giorno importante...davvero importante. Oggi è il giorno per ricordare; per ricordare che 65 anni fa 6 milioni di ebrei sono stati martirizzati nei campi di concentramento nazisti.
Uomini, donne, bambini, anziani...perseguitati, torturati, affamati e brutalmente uccisi, senza pietà alcuna.
Oggi, purtroppo, c'è ancora chi nega la Shoah, c'è ancora chi nega che un crimine tale sia mai stato commesso...Primo Levi scriveva: "chi nega la Shoah sarebbe pronto a rifarla ancora!"

Il mio blog parla di bambini...ed è sempre a loro che è dedicato questo post: è per tutti quei bambini strappati alle loro case, ai loro giochi, ai loro cari; è per tutti quei bambini strappati alla vita; è per tutti i bambini che sono sopravvissuti e che oggi sono uomini per sempre segnati da un dolore che noi non potremo mai capire.

Una mattina di novembre del 1944 nella baracca numero 11 di Auschwitz, la “baracca dei bambini”, il dottor Mengele si presenta e dice: «Chi vuole rivedere la propria mamma faccia un passo in avanti». Così vengono selezionati i 20 bambini di Bullenhuser Damm. La scuola in cui sono stati impiccati dopo un calvario abominevole: usati come cavie, infettati, operati e straziati. Bambini rimasti vittime non di una guerra, di povertà, di fame, di freddo, di disperazione, di ignoranza, di crudeltà, di viltà, di avidità, di indifferenza, sebbene una sola di queste piaghe sarebbe stata sufficiente per ricordarli: sono stati vittime di tutto questo per la sola ragione di essere nati. Nati ebrei.



Di seguito vi riporto ciò che accadde postandovi un articolo trovato sul sito www.olokaustos.org

"I venti bambini rinchiusi nel Block 11 di Auschwitz vennero sottoposti ad esami medici da un altro e forse più famoso assassino: il dottor Josef Mengele.
Una volta stabilita la loro idoneità venne stabilito il loro trasferimento a Neuengamme presso il "dipartimento Heissmeyer".
Il comandante del campo verso la metà del dicembre 1944 convocò la dottoressa Paulina Trocki, una internata che lavorava presso l'ospedale del campo, e la informò che avrebbe dovuto accompagnare un trasporto speciale di venti bambini diretto a Neuengamme e precisò che si trattava di bambini privi di genitori.
Il 13 dicembre 1944 il treno uscì da Auschwitz, così Paulina Trocki anni dopo ricordò il viaggio:
"Il trasporto era scortato da una SS per la quale venne aggiunto un apposito vagone. A bordo c'ero io, tre infermiere e i venti bambini. Erano 10 bambini e 10 bambine tra i 6 e i 12 anni d'età, tutti ebrei ma di diversi Paesi, 2 erano di Parigi.
Durante il viaggio ci fecero indossare i distintivi da ebrei [la stella gialla NDT] affinché la popolazione non fraternizzasse con noi. Per evitare che qualcuno ci avvicinasse durante le soste sparsero la voce che si trattava di un convoglio di malati di tifo.
Nel trasporto c'era un bambino di 12 anni, il figlio del dottor Kohn che ricordo era il direttore dell'ospedale "Rotschild" di Parigi.
Quando arrivammo a Berlino e il ragazzo la vide dal treno disse: «Se conoscessi un qualsiasi indirizzo fuggirei di qui». Durante il viaggio il vitto era buono: c'era cioccolata e latte.
Dopo due giorni, alle 22 arrivammo nel lager di Neuengamme (...) Parlai con uno studente di medicina belga che era internato lì che mi disse che nel lager non c'erano bambini e che temeva li volessero usare per degli esperimenti. Lo studente lavorava nella farmacia del campo. Non vidi più i bambini".
Quando la dottoressa Trocki ripartì per Auschwitz i bambini vennero affidati alle cure dei due prigionieri olandesi Anton Holzel e Dirk Deutekom che in breve divennero i "papà" del gruppo di cavie umane. A Neuengamme per collaborare con Heissmeyer erano stati fatti arrivare anche i due medici francesi: Florence e Quenouille.
Per un qualche tempo i bambini vissero un periodo di relativa tranquillità. Il 24 dicembre 1944 Jupp Handler, un prigioniero austriaco si travestì da Babbo Natale e, sfidando i divieti delle SS, distribuì doni ai bambini. Il piccolo Marek James ricevette un paio d'occhiali, era miope e le SS al suo arrivo ad Auschwitz glieli avevano tolti.

Il 9 gennaio 1945 Heissmeyer iniziò gli esperimenti con i bambini. Il professor Quenouille aveva compreso che cosa aveva intenzione di fare e pochi giorni prima aveva cercato di sterilizzare parte delle colture di batteri che sarebbero stati utilizzati per infettare i bambini.
L'inoculazione della tubercolosi fu abbastanza rapida: Heissmeyer asportava parte della pelle dei bambini sotto l'ascella destra e praticava una incisione a croce, inoculava i batteri e applicava un cerotto. Si trattava di aspettare che la malattia cominciasse il suo orribile lavoro.
Il 19 febbraio 1945 tutti i bambini sono apatici, febbricitanti, presentano ulcere e accusano forti pruriti. Heissmeyer procede con una ulteriore inoculazione della malattia, questa volta ancora più robusta.
Heissmeyer tentava di stimolare una risposta immunitaria. Prima faceva ammalare i bambini e poi somministrava "tubercolina" nella convinzione che si sarebbe verificata una reazione del sistema immunitario. Per verificare la portata della risposta immunitaria Heissmeyer pensò di asportare i linfonodi della regione ascellare: se la teoria era giusta i linfonodi avrebbero dovuto produrre degli anticorpi.
Il 3 marzo 1945 alle 19.00 i bambini vennero condotti in sala operatoria. I bambini vennero fatto spogliare e fatti sdraiare su di un tavolo operatorio su un fianco. Ad operare è un medico cecoslovacco prigioniero, il dottor Bogumil Doclik. Per l'anestesia vennero usate iniezioni di novocaina. Doclik fece delle incisioni di cinque centimetri e asportò la ghiandola linfatica all'altezza della ascella. L'intera operazione dura un quarto d'ora circa, quella sera furono 9 i bambini operati. La sera successiva si completò l'opera.
Le ghiandole linfatiche venivano messe in bottigliette piene di formalina, etichettate con il nome dei bambini e consegnate a Heissmeyer. Dopo una settimana i bambini vennero nuovamente portati in sala operatoria e i tamponi furono rimossi. Dopo un'altra settimana vennero asportate tutte le ghiandole ascellari.
Heissmeyer partì per la clinica di Hohenlychen e consegnò le ghiandole al suo collega Hans Klein per l'esame.
Il 12 marzo 1945 Klein diede il suo responso: nelle ghiandole linfatiche dei bambini non era stato riscontrato alcun anticorpo contro la tubercolosi. L'esperimento di Heissmeyer era fallito: i bambini ora non servivano più.

L'ordine di eliminazione venne richiesto da Kurt Heissmeyer e venne impartito da Berlino dal comandante dell'amministrazione centrale dei campi Oswald Pohl. Sarebbe stato certamente meno complicato compiere il massacro al campo di Neuengamme ma quella sera vi erano troppi estranei della Croce Rossa Svedese che controllavano l'evacuazione dei prigionieri danesi e norvegesi.
Il gruppo incaricato della eliminazione era principalmente composto dal dottor Alfred Trzebinski, dai sottufficiali delle SS Johann Frahm, Ewald Jauch e Wilhelm Dreimann. Comandante del gruppo era Arnold Strippel. Altrettanto coinvolto nella operazione fu l'autista del camion Hans Friedrich Petersen.

Alcuni bambini morirono immediatamente a seguito delle iniezioni di morfina e, per essere certi della loro morte, le SS li impiccarono appendendoli ai ganci fissati alle pareti. Come testimoniò Johann Frahm i bambini furono impiccati "come quadri alle pareti".
L'intera operazione andò avanti dalla mezzanotte del 20 aprile alle 5 del mattino del 21 aprile 1945.
Durante l'impiccagione dei bambini e degli adulti era arrivato da Neuengamme un secondo camion con 24 russi. Quando vennero fatti scendere sei riuscirono a fuggire, gli altri diciotto vennero condotti nella scuola e impiccati a loro volta.

All'alba del 21 aprile 1945 nella scuola c'erano quarantotto cadaveri: quelli dei venti bambini, i due medici, i due infermieri olandesi e i ventiquattro russi. Le SS ricevettero venti sigarette ed un litro di liquore a testa come premio per il lavoro. Successivamente i cadaveri vennero ricaricati sui camion e riportati a Neuengamme dove vennero cremati e le ceneri disperse nei campi circostanti."

MAI PIU'!!!

mercoledì 20 gennaio 2010

Parliamo di... ...Retinoblastoma!!!

Salve a tutti...comincio il post scusandomi per l'assenza; purtroppo la preparazione di un esame mi ha tenuta lontana dal pc!!! Ma eccomi tornata...e questa volta vi voglio parlare del "RETINOBLASTOMA"; ho deciso di parlare proprio di questo tumore perchè da quando ho letto la storia di un piccolo angelo salito al cielo proprio a causa di questa malattia, ho cambiato il mio modo di vedere la vita; ho finalmente capito che devo ringraziare ogni giorno di aver la possibilità di vivere e che non ho alcun diritto di esser depressa per i problemi che mi affliggono quando nel mondo c'è chi soffre infinitamente più di me e che nonostante tutto trova la forza per affrontare la vita è le sue difficoltà con dignità e soprattutto senza mollare MAI...

Il RETINOBLASTOMA è un tumore maligno oculare molto diffuso nei bambini (colpisce un bambino ogni 20.000 nati circa). Può manifestarsi in un occhio solo o ad entrambi e colpisce prevalentemente la retina.
Il retinoblastoma può essere ereditario (dovuto alla mutazione della proteina Rb che serve a far si che le cellule che abbiano accumulato mutazioni cancerose siano impossibilitate a progredire nel ciclo cellulare, impedendo così che possano moltiplicarsi)e spesso colpisce entrambi gli occhi; c'è poi la forma sporadica che non ha alcuna base genetica e si manifesta di solito solo in un occhio.
Si manifesta di solito entro i primi 5 anni di vita, e il segno principale è un riflesso biancastro del fondo oculare detto leucocoria (mentre nelle fotografie dei soggetti sani la pupilla può apparire rossa, nei bambini affetti da retinoblastoma apparirà bianca\gialla), che è presente nel 50-70% dei pazienti affetti. Il secondo segno, dovuto alla perdita della visione centrale, è lo strabismo; seguito dal glaucoma. Meno frequentemente,il primo sintomo può essere rossore dell'occhio e la dolenzia.
Il tumore tende ad espandersi molto velocemente verso il corpo vitreo (forma endofitica) oppure verso la corioide(forma esofitica).
Se non viene curato il volume dell'occhio aumenta e si hanno metastasi precoci a fegato e polmoni.
Il trattamento dipende dallo stadio della malattia, dal volume e dalla localizzazione della neoplasia; e mira non solo a salvare la vita del bambino, ma anche a preservare l'occhio ed una minima funzione visiva.I trattamenti locali includono:
-laser fotocoagulazione, serve a distruggere il tessuto neoplastico; gli effetti collaterali sono:capogiro, vista annebbiata o mal di testa, alterazioni del campo visivo periferico e a volte di un calo dell’acutezza visiva più o meno duraturo, irritazione della cornea, infezione, crisi di glaucoma acuto.
-crioterapia,uso di un gas freddo che viene applicato sulla parte della retina interessata per ridurre il tumore;
-termoterapia transpupillare
-brachiterapia (applicazione di placche radioattive), che provoca gli stessi effetti collaterali della radioterapia.
A questi trattamenti viene associata la chemioterapia sistemica arteriosa, attraverso.
Nelle forme più avanzate è necessario rimuovere l'intero bulbo oculare.
Fino a qualche anno fa il retinoblastoma veniva soltanto enucleato dalla sede, il che voleva dire che il paziente veniva privato del bulbo oculare affetto dal tumore. L’aumento dei casi affetti bilateralmente, ha dovuto far pensare alla possibilità di una terapia conservativa dell’occhio.
La diagnosi oggi viene fatta grazie al RetCam 120: grazie ad un sistema computerizzato è possibile acquisire immagini ad alta risoluzione che permettono di ricavare informazioni sulla massa del tumore, sulla sua localizzazione, ma soprattutto permette di documentare l'efficacia della terapia.
Il sistema è a contatto e non invasivo, non richiede mezzi di contrasto, ma va effettuato in narcosi.
Se il tumore viene diagnosticato nelle fasi precoci la percentuale di guarigione è del 90%. Le persone sopravvissute a retinoblastoma ereditario hanno un rischio elevato di sviluppare tumori secondari.

Vi linko un sito dedicato ad un bimbo, salito al cielo a due anni, colpito senza pietà dal Retinoblastoma ( http://www.frangioamormio.org/ ); questo sito ormai lo conosco a memoria, innumerevoli le volte che ho pianto rileggendo la storia del piccolo Giovanni e nonostante ormai la conosca a memoria non posso fare a meno di soffermarmi ancora una volta su quelle pagine, forse perchè mi sembra di rendergli omaggio in qualche modo...non ho parole, e so che nulla basta ad esprimere i mille sentimenti che mi animano: dolore, rabbia, voglia di esser utile...

Per te Giovanni...un bacio e un abbraccio forte

giovedì 14 gennaio 2010

We believe...

E' tardi e ancora una volta mi ritrovo alla scrivania immersa tra i libri preparando l'ennesimo esame...a farmi compagnia sempre loro...il mio gruppo preferito!
Non è un caso se ascolto sempre loro, li amo perchè le loro canzoni parlano della vita, del dolore e della gioia, li amo perchè spesso mi rivedo nei loro testi, quasi sempre così malinconici.
E così passa una delle loro canzoni più belle, una canzone che parla di amore: ma non di un amore tra uomo e donna, parla dell'amore globale e fraterno che dovrebbe impregnare il nostro pianeta.
La frase che amo di più recita così: "We are all the same Human in all our ways and all our pains" (siamo tutti uguali, umani in tutti i nostri modi possibili e in tutto il dolore)...è vero!!! Esistono differenze solo esteriormente, può cambiare il colore della pelle, la pettinatura, il nostro modo di essere...ma siamo tutti uguali, tutti fratelli, tutti figli di un unico Dio; il dolore che provo io è lo stesso dolore che sente ogni mio fratello nel mondo!
"Let forgiveness wash away the pain" (lascia che il perdono lavi via il dolore) perchè è solo nel perdono che vive l'amore...

E così volevo dedicarvela, volevo dedicarla a tutti, a chi soffre, a chi lotta, a chi non ha perso la speranza, a chi vuole un mondo migliore...We believe in this love!!!


Purtroppo non posso mettere il video originale, la sony non lo permette ma anche questo è davvero bello.

Per voi!!!



Link video ufficiale: http://www.youtube.com/watch?v=z_fH1_60DZQ&feature=fvst vi consiglio di guardarlo perchè è davvero meraviglioso

Un bacio
La vostra minervabianca

mercoledì 13 gennaio 2010

Tragedia!!! Il terremoto devasta Haiti

Haiti!!!
Il terremoto torna a colpire!
Un sisma di magnitudo 7, con epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince,si è abbattuto su Haiti colpendo quasi 2 milioni di persone.
In migliaia sono rimasti sepolti sotto i detriti.
La maggior parte degli edifici non ha retto allo sciame sismico (fino ad ora si contano più di 33 scosse di terremoto); sono crollati tre ospedali su quattro; il quartier generale delle Nazioni Unite, il palazzo presidenziale, sono venuti giù come tessere di domino; tutta la città è stata rasa al suolo.
Tutto è iniziato alle 23:53 ora italiana con una scossa del 7,3 grado della scala Richter; le scosse di assestamento hanno una magnitudo di circa 5.5 (circa quella della scossa principale che ha sconvolto l'Abruzzo); ben presto la capitale è stata avvolta da una densa nube grigia di polvere con migliaia di persone sepolte dalle rovine.
Secondo le poche testimonianze in città ci sono cadaveri lungo le strade e si scava a mani nude per salvare chi è rimasto sepolto.
Ad aggravare tutto è l'assenza di luce (durante la notte gli scavi per liberare chi è rimasto sepolto devono arrestarsi) e di mezzi di soccorso; le comunicazioni sono inoltre difficilissime e le notizie, quindi, spesso incomplete.



E' partita la macchina dei soccorsi: dall'Italia, Usa, Canada e Francia si stanno preparando ad inviare squadre di soccorso; l'Onu ha diramato un messaggio di allerta a livello mondiale per preparare una mobilitazione massiccia dei soccorsi.

Al link (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/01/13/visualizza_new.html_1673051148.html)del sito dell'Ansa è possibile leggere testimonianze provenienti dai luoghi terremotati

Ancora una volta migliaia di persone:donne, uomini, bambini, anziani hanno bisogno del nostro aiuto. Sono rimasti senza casa, hanno perso tutto ciò che avevano...e allora è il momento di dare una mano anche noi...servono cibo, acqua, abiti, coperte, farmaci ed assistenza medica
Per sostenere i soccorsi si possono inviare offerte a:

-Caritas Italiana tramite C/C postale n. 347013 specificando nella causale: «Emergenza terremoto Haiti» o telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001

-Medici senza frontiere chiamando il numero verde 800.996655 oppure lo 06.44869225; tramite conto corrente postale 87486007 intestato a Medici senza frontiere onlus causale Terremoto Haiti.

-Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119 - Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012 - Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 - CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

-Si possono effettuare donazioni tramite: c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde Unicef 800745000; c/c bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”

-Nelle prossime ore sarà attivato l’sms solidale

Facciamo sentire il nostro calore a questa povera gente...aiutiamoli!!!

lunedì 11 gennaio 2010

Una Lettera Bellissima

Alcuni di voi mi hanno scritto nei post precedenti di essersi commossi, ad alcuni è scesa qualche lacrimuccia...preparatevi perchè questo post di certo vi farà venire un groppo in gola...

Quella che mi appresto a linkare è la lettera di Rossano, scritta il 2 ottobre 1989, giorno che decretò la sua condanna a morte con l'arrivo delle analisi del sangue...Rossano 7 giorni dopo morì stroncato dalla leucemia a soli 20 anni aspettando invano un donatore di midollo osseo che mai arrivò...Era l'anno 1989 e ancora in Italia non esisteva un registro di donatori di midollo...l'Admo nasce un anno dopo con 2.500 donatori; oggi siamo più di 370.000

La lettera si trova esposta al centro trasfusionale dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce.



Purtroppo Rossano non l'ho mai conosciuto,ma ci sono ancora tanti altri Rossano da salvare; tanti papà, tante mamme, tanti figli che aspettano e pregano ogni giorno perchè qualcuno, in qualche parte del mondo, sia disposto ad un gesto puro e disinteressato verso una persona di cui non sa nulla, di cui non ha mai sentito parlare, senza farsi troppe domande...spinto solo dal profondo desiderio di aiutare e rendersi utile...di scegliere un nuovo fratello, un fratello di sangue, legato da un vincolo indissolubile e da una comunione di corpo.
Rossano aveva un sogno...sconfiggere la leucemia prima del 2000!!! Purtroppo il suo sogno è ancora utopia nonostante il 2000 sia già passato da tempo...ma ognuno di noi può essere essenziale...solo 1 persona su 100.000 è compatibile con chi sta aspettando il trapianto di midollo osseo...e quella persona potresti essere TU!!!



Io prego ogni giorno di esser chiamata a diventare donatrice effettiva...e quando accadrà (perchè so che accadrà!) sarà uno dei giorni più belli della mia vita; e in quell'occasione scriverò anche io una lettera, scriverò una lettera al mio nuovo fratello di sangue, gli dirò che non voglio essere ringraziata ma che sono io a ringraziare Dio di avermi dato questa possibilità; gli dirò che pregherò ogni giorno perchè la sua vita torni ad essere felice;gli dirò che pregherò ogni giorno affinchè Dio gli dia la forza di non mollare mai; gli dirò che lo porterò per sempre nel mio cuore e che avrà un posto speciale per sempre nella mia vita!!!

domenica 10 gennaio 2010

Parliamo di... ...Leucemia!!!

Poiché devo la nascita della mia "ossessione" per le malattie infantili proprio all'interesse per questa tremenda malattia...

Oggi parliamo della Leucemia...

La Leucemia può esser definita come un tumore "del sangue"...in realtà il tumore colpisce le cellule staminali da cui nascono tutti gli elementi corpuscolati del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine). Queste cellule staminali si trovano nel midollo osseo (non il midollo spinale, attenzione!)e danno origine a due linee cellulari diverse:
-la linea mieloide: da cui nascono i globuli rossi, le piastrine, i granulociti e i monociti (Globuli bianchi);
-la linea linfoide: da cui originano i linfociti (anche questi globuli bianchi).
A seconda della linea cellulare colpita si distingue: leucemia mieloblastica (LM) e leucemia linfoblastica (LL).
La leucemia viene anche classificata come acuta (più frequente nei bambini) e cronica (si riscontra nella maggior parte dei casi negli adulti).
La leucemia acuta può condurre il paziente alla morte in tempi brevi se non trattata, ma oggi, per fortuna, con la chemioterapia e il trapianto di midollo osseo si ottengono risultati molto soddisfacenti. La leucemia cronica, invece, presenta quadri clinici molto diversi, tende a non peggiorare in poco tempo e può rimanere asintomatica per diversi anni;in alcuni casi può non interferire con l'aspettativa di vita del paziente.
Ma cosa succede nel sangue di chi è affetto da leucemia?
La cellula neoplastica si riproduce e inizia a invadere il midollo osseo, distruggendo le cellule normali: il paziente sviluppa quindi una PANCITOPENIA, ovvero avrà carenza di globuli rossi (e quindi sarà anemico), di globuli bianchi (il che lo rende a rischio di gravi e frequenti infezioni) e di piastrine (con possibili emorragie).
Le gravi alterazioni ematologiche provocano la comparsa di molti sintomi: affaticabilità, pallore, palpitazioni, problemi respiratori (dovuti alla riduzione dei globuli rossi), febbre, aumento del volume di milza e linfonodi, calo del peso e dolori ossei.



Le cause che provocano la leucemia non sono certe, ma sembra che alcune condizioni predispongano all'insorgenza della malattia:
-esposizione a radiazioni
-fumo di sigaretta
-patologie quali: sindrome di Down, l'anemia di Fanconi, sindrome di Bloom.

Il paziente viene sottoposto a chemio e radioterapia, ma spesso per la sopravvivenza si rende necessario il trapianto di midollo osseo.
Il farmaco principe è il Metotrexate e viene somministrato in associazione con Adriamicina, Vinblastina e altri farmaci.

Inutile provare a descrivere le immense sofferenze di chi è afflitto da leucemia; la terapia ha innumerevoli effetti collaterali e il paziente presenterà stanchezza, irritazione della cute nella sede in cui viene applicata la radioterapia (come se si fosse scottato al sole), perderà peli e capelli, svilupperà congiuntivite, secchezza di gola e bocca che gli impediranno una normale deglutizione ( a volte si rende necessario alimentare il paziente con un sondino naso-gastico); come se non bastasse si aggiunge la perdita di appetito, del gusto, dell'olfatto e la nausea.

Ma non è finita qui...la chemioterapia viene spesso somministrata per via endovenosa attraverso cateteri che vengono posti all'interno di una vena (di solito nel torace) che non vengono rimossi fino alla fine del ciclo della terapia: il catetere, oltre ad essere molto fastidioso, può infettarsi provocando infezioni molto gravi.
Al termine della seduta di chemioterapia il paziente mostrerà sintomi molto simili a quelli della radioterapia, inoltre si potranno avere ulcere nella cavità orale e ulteriore diminuzione delle cellule del sangue. Nei casi più sfortunati la chemioterapia provoca danni a cuore, polmoni, nervi, reni e apparato riproduttore (fino alla sterilità).


Credo converrete con me nell'affermare che la leucemia è un male terribile, che ti divora pian piano...è un peso enorme da sopportare per chiunque; proviamo solo a immaginare (anche se è impossibile riuscirci) quello che accade quando una malattia così grande e terribile alberga in un corpo così piccolo come quello di un bambino...eppure questi angeli affrontano tutto il dolore e le difficoltà con il sorriso sempre sulle labbra, e combattono con una forza che pochi adulti hanno; questo fa di loro piccoli eroi ed esempi di vita che tutti dovrebbero prendere a modello.

sabato 9 gennaio 2010

Com'è nata l'idea di "Querer ahora vivir"

Che tu sia passato di qui per caso o no...innanzitutto ti ringrazio di cuore per l'attenzione che vorrai prestarmi...
Tutto è nato da una mia piccola e sana "ossessione"...ancor prima della maggiore età ho sempre sognato di poter diventare donatrice di midollo osseo! Non so come e quando quest'idea si sia intrufolata nella mia mente, non saprei nemmeno dire quand'è stata la prima volta che ne ho sentito parlare.
Parlo di questo mio desiderio in termini di "ossessione" perchè questo pensiero si ripresentava periodicamente accompagnandomi per l'intera giornata; avevo un pensiero fisso: da qualche parte del mondo potrebbe esserci qualcuno che ha bisogno di me...e quale opportunità più bella potrebbe offrirmi la vita se non quella di esser chiamata a salvare una vita?
Arrivò la maggiore età e con essa l'impegno dell'università (che assorbe la maggior parte delle mie giornate) che ha spostato in un angolino recondito della mia mente l'idea di diventare donatrice...ma l'ossessione spesso tornava, più forte di prima...ne parlavo a casa, con gli amici.. e in molti scoraggiavano il mio desiderio temendone i rischi, ciò mi fece rimandare ulteriormente il giorno dell'iscrizione all'ADMO.
Finalmente, all'inizio di Novembre 2009 prendo la mia decisione: dopo anni passati su internet a raccogliere informazioni sulle procedure di iscrizione ed espianto...è arrivato il momento di farmi avanti!!!
Dopo una serie di tribolazioni riesco finalmente a contattare il centro ADMO di Catania e la tipizzazione viene fissata tre settimane dopo per il 24 NOVEMBRE 2009 alle ore 10:00...
Arriva il fatidico giorno, un'emozione immensa...Sono iscritta al registro italiano dei donatori di midollo osseo: adesso non mi resta che aspettare, aspettare di esser chiamata a salvare una vita! E se mai ciò dovesse accadere (prego perchè avvenga ogni giorno...) non vorrò alcun ringraziamento...sarò io a dover ringraziare Dio per avermi dato la possibilità di compiere il mio gesto d'amore.
La sera del 24 Novembre inizio a navigare su internet alla ricerca di testimonianze di donatori effettivi e mi imbatto per caso nel sito della Fondazione AmorMio, creata dalla famiglia del piccolo Giovanni Poiatti, salito al cielo alla tenera età di 2 anni, ucciso da un cancro tremendo...il retinoblastoma!!! e anche ora che ne parlo...tornano copiose le lacrime (http://frangioamormio.org/)
Inizio ad informarmi e a scorrere blog e siti dedicati a bambini affetti da gravi patologie...è disarmante rendersi conto quanti piccoli angeli lottano giornalmente per la loro vita (nella sezione link ho messo qualche sito dedicato a questi piccoli guerrieri). Nelle loro storie tutta la sofferenza che io non avrei mai potuto nemmeno immaginare e quella dell'oncologia pediatrica inizia a diventare la mia nuova ossessione...

Circa un mese fa tornando da lezione ho incrociato per strada un padre cn la sua bimba...una bimba che poteva avere all'incirca quattro/cinque anni...non aveva capelli, portava una mascherina e camminava tenendo per mano il papà e stringendo un mazzolino di fiori...la sua malattia era evidente!!! Ho sentito una forte stretta al cuore e non ho potuto fare a meno di piangere...Non trovo un motivo, non trovo una ragione alla sofferenza di quella bambina e di tanti altri come lei!!! Voglio solamente che quella bambina abbia nella vita tanti altre momenti felici,vorrei un giorno poterla incontrare di nuovo per strada...finalmente donna, magari anche lei con la sua bimba,con un mazzo di fiori in mano...

E'facile guardare da lontano la sofferenza altrui e ringraziare Dio che non ci abbia colpito in prima persona...è semplice esser vicini al dolore altrui solo con le parole...ma questo non basta, non basta a salvarli...

In questo piccolo spazio virtuale proverò a parlare delle principali patologie che purtroppo si abbattono come disgrazie su questi angioletti e delle piaghe che tormentano l'infanzia nel mondo...
Se con le mie parole riuscirò a trasmettervi un pò dell'immenso desiderio che ho di aiutare questi bimbi...allora potrò dire di aver raggiunto il mio scopo...non dimentichiamo che l'oceano è fatto da piccole gocce d'acqua...

MinervaBianca



Se qualcuno fosse interessato a saperne di più sulla donazione di midollo osseo, lo invito a visitare il sito dell'ADMO (www.admo.it) dove si possono trovare molte informazioni utili e una sezione dedicata a storie vere. Tratterò però ben presto questo argomento e sarei felice di rispondere ad eventuali domande

LA DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO E' UN PURO ATTO D'AMORE...CAPOVOLGI UN DESTINO...SALVA UNA VITA...

AIUTIAMO I BAMBINI....


Questo è un blog dedicato ai bambini, ai bambini che purtroppo sono costretti ad una dura lotta per affermare il loro DIRITTO ALLA VITA; è un blog dedicato a tutti quei piccoli angeli che si sono vestiti da guerrieri e che si ritrovano ad affrontare ogni giorno una sofferenza troppo grande per spalle così piccole; è dedicato a tutti quei bambini che non possono godere l'infanzia, che sono stati strappati ai loro giochi...è dedicato a tutti quelli che non ce l'hanno fatta....

I Bambini: Dante definiva i bambini come un dono del Paradiso, non esiste al mondo niente di più puro di un bambino, nulla di più emozionante che vedere un loro sorriso, nulla di più miracoloso che vederli nascere e diventare uomini...
I bambini sono estranei alla corruzione, non conoscono la malizia e la cattiveria, sono capaci di donare amore disinteressato, amano il mondo per quello che è; trovano gioia immensa nel balocco più modesto, basta davvero poco per renderli felici...
...eppure sono capaci di grande forza ed ostinazione,sono capaci di affrontare grandi dolori e grandi malattie con coraggio e dignità...a volte vincono, a volte perdono la battaglia (ma non la guerra, il loro ricordo rimarrà sempre vivo); ma lottare è più semplice se non si è soli...aiutiamo questi angioletti, diamo tutto l'aiuto di cui siamo capaci affinchè la loro battaglia possa aver successo!!!

MinervaBianca